Covid-19

Covid-19 non è la fine del mondo.
Ha un bel nome da alieno,
e, come tale, ci alienizza. Modo
nuovo di alienare alienizzare,
nella speranza di intuire
che dobbiamo creare un umano
sano e di sostanza, insolito
e bizzarro, originale e stupefatto,
talent scout di singolare bellezza,
se vogliamo davvero continuare.
Sogniamo che Covid-19 sia un virus
intelligente, che si porta via solo
chi ne ha paura e chi di paura
non ne ha mai per niente,
perché non ha cuore né, dunque,
vera mente. Covid-19 costringe
a uscire dalla routine. Avete tempo
ora, per creare quel che volete.
Covid-19 è un ospite dall’innamoramento
facile, qualcuno se lo trascina via con sé,
nella speranza che tutti capiamo
che chi se ne va resta pur sempre
qua, dove siamo noi.
Noi che non siamo chiusi in casa
o al lavoro, ma in molti altri posti
e in nessuno. Covid-19 colpisce
nell’ombra, indisturbato.
Vuole spiegarci che la morte
non esiste, al contrario dell’invisibile,
che non solo esiste, ma domina
la materia e tutto il visibile.
Pensiamo che Covid-19 arrivi
da lontano ma, con altri virus
e batteri, abitava già dentro di noi
prima che fuori, esattamente
come l’esterno, che definite
realtà. Noi illusi tutto questo,
però, non lo capiamo. Covid-19
strilla che la vita non è eterna
e, anche se lo fosse, in qualsiasi
momento e in un istante, si può
volare via da questa Terra.
Una Terra che non ha assoldato
Covid-19 per salvarsi dalla distruzione
che l’uomo porta in ogni dove.
Covid-19 ci impedisce di inalare,
forse vuole ricordare che avvelenare
l'aria rende gli uomini serpi senza siepi.
Covid-19 esiste dalla notte dei tempi,
ma noi amiamo ignorare, da buoni lupi
ammaestrati, quello che non dà profitto
né disturbo. Covid-19 ha costretto
l’uomo ad accettare il dolore
e incute terrore, al punto che più
nessuno si chiede se si muore
per Covid-19 o con Covid-19, il solo
che può restare sempre accanto.
Noi dobbiamo anche ringraziare:
ci lasciano vicini i nostri bambini.
Sono fortunati, sostengono, segregati
in monolocali, come nella caverna
di Platone, davanti a monitor
plagianti, si stanno allenando
alle catene e a nessuno importa
se devono anche assistere all'orrore
della violenza domestica. Sono come
le donne che si attaccano al 1522
per il disagio del momento, sostiene
qualcuno. Stare chiusi con l’aguzzino,
adesso, si può fare, sintonia
con l’ipocrisia generale. Nel frattempo,
i condannati al 41 bis tornano lieti
nelle loro villette e, se un Magistrato
non avesse chiamato, nessuno
si sarebbe lamentato o, in ogni caso,
il circo sarebbe continuato
indisturbato. Il re del mondo
ha messo il bavaglio al codardo,
all’impavido e al saggio. Sia visibile
a tutti il “marchio della bestia”.
Che importa se prima han detto
non serve, poi serve, poi ammala,
poi è obbligatoria, poi non lo è,
poi lo è. Ciò che conta è che sia
alla moda. Se poi ti ammala,
prendi il miglior avvocato ma,
ricorda, sulla scatola è scritto
che non protegge. Per di più,
non lascia tracce, non è amianto.
Il mondo che conta ama Covid-19:
può continuare indisturbato
ad arricchirsi e, quando il peggio
sarà passato, donerà a tutti
un vaccino e convincerà anche
il saggio che esiste prevenzione
contro un virus multiforme
e oscuro, che può durare mesi
e tornare, quando ha voglia
di arrivare. Il punto non è se
Covid-19 è letale o gioviale,
ma quanto ha cambiato il pianeta,
se ha svegliato il moribondo,
e come e se ha imbrogliato
l’intero mondo. Covid-19
non è una maledizione, anche se
causa così tanto dolore. È normale
ora per i più non avere comprensione.
Covid-19 ha realizzato la torre
di Babele: nessuno più capisce l'altro.
L’aberrazione del distanziamento
sociale rende glaciale il mortale,
come se qualcuno volesse farlo
diventare un virus da computer.
A quel punto, sarebbe facile
da estirpare: chi genera il virus
poi ti vende l’antivirus. Sempre
per filantropia, si crea l’epidemia
e il vaccino per portarla via.
Presto, non ci chiederemo più
perché stiamo lontani, saremo
abituati anche a essere clonati.
Fare l'amore sarà bandito. Tutti
saremo anonimi terroristi, potenziali
contaminatori, con un’unica
religione che stringa il guinzaglio,
se qualcuno osa togliere il bavaglio.
Covid-19 è come un folle ribelle
rivoluzionario. Precorre i tempi
e ti obbliga a guardarti dentro.
Somiglia a quel Giordano che,
per primo, fu considerato alieno,
quando affermò che la terra non era
piatta e girava intorno al sole.
Lo hanno ucciso, come faremo noi
con Covid-19 ma, un giorno, quando
e se tutti gli uomini riprenderanno
l’anima, gli daremo ragione
per tutto quello che, a modo suo,
ha cercato di insegnare. Covid-19
mostra l’autostrada che il mondo
ha imboccato verso lo sfacelo.
Svegliamoci o l'uomo resterà
un lontano ricordo. Con la dolce
dittatura sanitaria diventeremo cose,
da sostituire per uno sbadiglio,
in un secondo. Covid-19 insegna
che puoi gestire da lontano anche
la task force per la ripartenza se
sostieni il 5G, in grado di iniettare
sostanze nel corpo di un paziente,
anche da remoto. Basta un microchip,
per controllare il tuo mondo
con comodità, mentre Loro controllano
te. Non avrai nulla da temere,
se non critichi mai il sistema.
Tutto sarà automatico e avrai
l’illusione di comandare le cose,
senza accorgerti che le cose
controllano te. Lo capirai, quando
ti metteranno l’etichetta dissidente
e la tua auto, come per magia,
si spegnerà durante la corsa.
Difetto di tecnologia, diranno.
Capita a chi baratta la propria
libertà per un po’ di sicurezza in più.
Non ti sei accorto che la comodità
celava catene di elettricità, così,
per toglierti il disturbo dei soldi
e delle chiavi, ti sei fatto impiantare
il pulsante di controllo. Chi
non lo farà o chi protesterà,
non avrà accesso alla società
e sarà sottoposto a trattamenti
sanitati obbligatori. Se non impariamo
la lezione, arriverà un altro virus
e poi un altro ancora, sempre più letale.
Covid-19 ci condurrà in un mondo
persino peggiore di quel “Mondo
nuovo” dove la distopia era già reale.
Covid-19 insegna che tutti dobbiamo
tornare liberi di esprimere le nostre
idee, superando il pensiero unico.
Senza libertà di parola perdiamo
ogni dignità e, senza dignità,
la libertà resta solo una parola.
Da tanti anni si prefigurava l’arrivo
di un virus e della pandemia. Niente
autopsia, hanno raccomandato
all’inizio, potrebbe essere una contagiosa
pazzia. Indispensabile evitarla,
per garantire che la cura non ci sia.
Siamo troppi in questo pianeta, dice
il re del mondo. L’Italia è golosa. Divise
le poltrone, esportata la produzione,
regalata persino la sorgente meridionale
dell’acqua, restano l’arte, la casa, il turismo,
il Vaticano, il risparmio e il cuore. Senza
libertà, possiamo solo volgere lo sguardo
al cielo, perché l’irrazionale opponga
il sapere alla dittatura dell’ignoranza
e del terrore. Privare l’uomo della dignità
porta ad accettare iniquità e schiavitù.

*Alessandra Schilirò è Vice Questore Aggiunto della Polizia di Stato e scrittrice, è impegnata per il riconoscimento dei diritti delle persone vulnerabili.