Economia

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Il Pontificio Consiglio della Cultura  promuove l'incontro tra il messaggio salvifico del Vangelo e le culture del nostro tempo, spesso segnate dalla non credenza e dall'indifferenza religiosa, affinché esse si aprano sempre più alla Fede cristiana, creatrice di cultura e fonte ispiratrice di scienze, lettere ed arti (Cf. Motu Proprio "Inde a Pontificatus, 25 marzo 1993, Art. 1); manifesta la sollecitudine pastorale della Chiesa di fronte ai gravi fenomeni di frattura tra Vangelo e culture. Promuovere, quindi, lo studio del problema della non credenza e dell'indifferenza religiosa presente in varie forme nei diversi ambienti culturali, indagandone le cause e le conseguenze per quanto riguarda la Fede cristiana, con l'intento di fornire sussidi adeguati all'azione pastorale della Chiesa per l'evangelizzazione delle culture e l'inculturazione del Vangelo. (Cf. Ibid., Art. 2); favorisce le relazioni della Chiesa e della Santa Sede con il mondo della cultura, assumendo iniziative appropriate concernenti il dialogo tra la Fede e le culture, e il dialogo interculturale. Seguire quelle che sono intraprese dalle varie Istituzioni della Chiesa e offrire la propria collaborazione ai corrispettivi Organismi delle Conferenze episcopali. (Cf. Ibid., Art. 3).

Il Dipartimento alla luce di “Inde a Pontificatus

Il Dipartimento denominato “Scienze Umane”, di nuova istituzione da parte di Sua Eccellenza Monsignor Gianfranco Ravasi, si colloca nell’ambito della sezione Fede e Cultura, pur senza perdere di vista la sezione Dialogo con le Culture, e costituisce un polo di ricerca, di studio e di interesse ad ampio raggio. Si potrebbe parlare di una costellazione di temi e di ambiti specifici e, insieme,  trasversali ad altri Dipartimenti del Dicastero.

Si può definire il suo orizzonte di “giurisdizione” in termini di antropologia, filosofia e teologia: filosofia ed economia, cinema e musica, università e mass-media sono i settori che al momento emergono con maggiore evidenza.

La novità del settore richiede la necessaria costituzione di una rete di rapporti con persone legate, per competenza e professione, ai temi in relazione con il Dipartimento stesso. Da ciò è nata l’esigenza di costituire un elenco di “esperti”, con relativi indirizzi e ambiti specifici di preparazione, dichiaratisi disponibili a collaborare con il Dicastero. Sono persone che, per facilità, chiamiamo “esperti” e che possono, nelle singole situazioni, essere invitate per un approfondimento o per un aiuto in un singolo tema specifico.

La fisionomia del Dipartimento viene tracciata non alla maniera di un Ufficio per l’organizzazione di eventi e di iniziative, ma piuttosto come interlocutore propositivo e concreto, fucina competente di idee, presente negli avvenimenti culturali con i quali si entra in contatto. Si tratta di diventare stimolo alla sensibilità su temi alti e cruciali che riguardano l’uomo, così che la voce della Santa Sede, attraverso il Dicastero, giunga nei dibattiti culturali del nostro tempo.

L’obiettivo principale è quello di rendere la presenza della Chiesa non casuale o accessoria, ma autorevole e rilevante, così da pronunciare una parola orientativa per le culture del nostro tempo. Questo non significa declassare o sminuire la radicalità del Vangelo, ma rendere comunicabile e comprensibile una Parola, che per noi è parola di Dio, che è rivolta a tutta l’umanità e apre orizzonti ampi e domande ineludibili sui temi cruciali della vita.